Cos'è e perché quasi nessuno ne parla prima della prova
C'è una domanda che in atelier arriva quasi sempre alla seconda prova, quando l'abito è già chiuso e la sposa si guarda allo specchio: "ma sotto cosa ci va?" La risposta, il più delle volte, è la sottogonna: uno strato separato di tulle, a volte morbido e a volte rinforzato con cerchi rigidi (in questo caso si parla anche di crinolina), che si indossa sotto la gonna dell'abito prima di allacciarlo. Qualcuno la chiama sottoveste, altri sottogonna: sono nomi diversi per lo stesso principio, cambiare il modo in cui la gonna sta in piedi e si muove.
Non è un accessorio decorativo e non serve a ogni abito allo stesso modo. Dipende dalla silhouette, cioè dalla linea generale del modello, di cui parliamo più nel dettaglio nella guida su silhouette e tessuti. È da lì che conviene partire per capire se la tua ne ha davvero bisogno.
Quando serve davvero
La sottogonna nasce per gli abiti a silhouette ampia: a principessa, a palloncino, ball gown. Sono modelli in cui la gonna si allarga molto dal punto vita in giù, e quella forma non la regge il solo tessuto esterno, per quanto strutturato. Serve un volume sottostante che tenga la gonna staccata dalle gambe e le dia la campana che si vede nei bozzetti. Senza sottogonna, lo stesso identico abito cade più piatto, e spesso non è la linea che avevi scelto in negozio.
Più la gonna è ampia, più la sottogonna incide sul risultato finale: è lei, non solo il taglio del tessuto, a decidere quanto "esplode" la gonna dal fianco in giù. Due sottogonne diverse, montate sotto lo stesso identico abito, possono dare due profili di gonna visibilmente diversi: più tondo e pieno con un modello a più strati rigidi, più morbido e fluido con uno strato unico di tulle leggero. Non è un dettaglio da lasciare al caso, se hai già in testa un'immagine precisa di come vuoi che cada la gonna il giorno del matrimonio.
Quando di solito non serve
Negli abiti a sirena, a tubino o con silhouette morbida e aderente, la sottogonna a cerchi di regola non serve, e anzi rischia di rovinare la linea: quel tipo di silhouette si ottiene con fodere sagomate, balze cucite internamente o tessuti che seguono il corpo, non con una struttura rigida separata. Aggiungere volume dove l'abito deve restare aderente è il modo più veloce per perdere la forma per cui l'hai scelto.
C'è un'eccezione che vale la pena conoscere: in alcuni abiti a sirena o a coda di sirena si usa una mini sottogonna parziale, cucita solo dal ginocchio in giù, per dare più svasatura alla parte finale della gonna senza toccare l'aderenza sopra. È una soluzione diversa da una crinolina intera, pensata apposta per non contraddire la silhouette.
Il compromesso che in vetrina non si vede
Qui vale la pena essere precisi, perché in giro si legge spesso una mezza verità. È vero che uno strato morbido sotto la gonna evita che il tessuto esterno, soprattutto se delicato come il mikado o la seta grezza, si attacchi alle gambe per attrito o per il calore della pelle: su questo la sottogonna aiuta davvero, ed è un buon motivo per usarla anche su modelli che non hanno bisogno di volume.
Ma non è vero che una sottogonna a cerchi rigidi renda automaticamente più facile camminare o muoversi. È il contrario: più la struttura è rigida e ampia, più ingombra. Sedersi al ristorante, salire su un'auto, passare una porta stretta o affrontare una scala diventano gesti a cui pensare, non più automatici. Non è un difetto della sottogonna, è la conseguenza fisica di portare più volume: un compromesso che va messo in conto prima del giorno del matrimonio, non scoperto durante.
Quando si decide, e perché non può essere un ripensamento dell'ultimo minuto
La sottogonna va scelta insieme all'abito, in prova, non aggiunta all'ultimo momento. Il motivo è lo stesso per cui le scarpe arrivano in atelier prima del previsto, di cui parliamo nella guida sulle scarpe da sposa: l'orlo si taglia in base a quello che sta sotto la gonna, non il contrario. Un volume aggiunto dopo che l'orlo è già stato definito cambia la lunghezza percepita e il modo in cui il tessuto cade, e a quel punto tornare indietro non è più semplice come scegliere un'altezza diversa in partenza.
Per questo la sottogonna, quando serve, va portata già alla prova in cui si decide la caduta della gonna, insieme alle scarpe definitive: se non hai ancora chiaro come muoverti in atelier alla prima visita, trovi qualche indicazione pratica nella guida su come prepararsi alla prova.
Se il tuo abito ha già la struttura incorporata
Molti abiti da sposa moderni non hanno bisogno di una sottogonna separata, perché la struttura è già cucita nella fodera: più strati di tulle o una balza rigida nascosta sotto lo strato esterno, che fanno già il lavoro. In quel caso aggiungere un'altra sottogonna sopra rischia solo di appesantire senza guadagnare volume.
Non è però una regola valida per ogni ball gown: nei modelli pensati per la massima ampiezza, la struttura incorporata da sola a volte non basta a dare tutto il volume che il bozzetto promette, e resta comunque consigliata una sottogonna separata. È un punto che va verificato modello per modello in prova, non deciso a priori guardando solo il tipo di silhouette.
Se l'abito ha anche lo strascico
Chi ha scelto un abito con lo strascico ha un motivo in più per non lasciare la sottogonna all'ultimo momento. Il volume sotto la gonna e la lunghezza dello strascico si condizionano a vicenda: cambiare l'uno dopo aver fissato l'altro obbliga spesso a rivedere entrambi. Ha senso quindi valutarli nello stesso appuntamento, insieme a come lo strascico verrà gestito durante la giornata, di cui parliamo nella guida dedicata allo strascico dell'abito da sposa.
Vieni a trovarci
Se stai scegliendo l'abito e non sai ancora se il modello che ti piace avrà bisogno di una sottogonna, è una delle prime cose che valutiamo insieme, guardando la silhouette e il tessuto specifico. Trovi le nostre collezioni di abiti da sposa in atelier, in via Monginevro 195/f a Torino. Le prove sono solo su appuntamento: puoi scrivere a sposenika@sposenika.it o chiamare lo 011 7708477.
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