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La taglia dell'abito da sposa è uguale a quella che porti di solito?

La taglia di un abito da sposa quasi mai coincide con quella che si porta di solito: le maison e le sartorie usano tabelle di misura proprie, diverse da un marchio all'altro. Ecco cosa conta davvero quando si ordina.

Una sposa con corpetto di pizzo e fascia gioiello in vita, mentre una persona gliela sistema da dietro

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La taglia di un abito da sposa quasi mai coincide con quella che porti di solito nei negozi di abbigliamento pronto. Ogni maison bridal e ogni sartoria lavora con una propria tabella di misure, diversa da un marchio all'altro e diversa da quella del prêt-à-porter: il numero scritto sull'etichetta dei vestiti di ogni giorno non dice la taglia del tuo abito da sposa. Quello che conta davvero sono le misure reali del corpo, prese in atelier.

Perché la taglia dell'abito da sposa non è la stessa del prêt-à-porter?

La taglia dell'abito da sposa non è la stessa del prêt-à-porter perché le due numerazioni nascono da tabelle diverse, costruite da chi le usa senza un criterio comune a tutto il settore. Un'azienda di abbigliamento pronto numera i capi sulla propria tabella taglie, aggiornata nel tempo insieme ai gusti e ai corpi medi dei propri clienti; una maison bridal o una sartoria lavora spesso su una tabella più vecchia, pensata per capi da cerimonia e rimasta quasi ferma negli anni. Risultato: lo stesso numero, scritto su due etichette diverse, può corrispondere a due corpi diversi.

Questo non riguarda solo chi ha una corporatura curvy: riguarda chiunque ordini un abito da sposa, qualunque sia la taglia abituale. Chi è abituata a comprare capi pronti e trova sempre la stessa taglia su ogni scaffale, in atelier scopre spesso che quel numero non ha alcun valore predittivo: non è un errore del marchio, né un'anomalia del proprio corpo, è semplicemente un sistema diverso.

Cosa guarda davvero la sarta quando prende le misure?

La sarta, quando prende le misure, guarda tre circonferenze: seno, vita e fianchi, più qualche misura di lunghezza se l'abito lo richiede. Non guarda la taglia che indichi, perché quel numero, da solo, non le dice come cade il tessuto sul tuo corpo specifico.

Le misure si prendono con il metro da sarta, aderente alla pelle ma senza stringere, di solito con indosso l'intimo che pensi di usare il giorno del matrimonio: ne parliamo nella guida sull'intimo sotto l'abito da sposa, perché cambia la caduta del tessuto più di quanto sembri. Da quelle tre misure, confrontate con la tabella taglie di quel preciso modello o di quella sartoria, nasce il numero su cui verrà tagliato il tuo abito: un numero che può non avere nulla a che fare con quello che porti di solito, e che varia anche da un modello all'altro dello stesso atelier, perché ogni cartamodello (il modello di carta su cui si taglia il tessuto) ha una sua vestibilità.

Cosa si pensa contiCosa conta davvero in atelier
La taglia che porti di solito nei negoziLe misure reali di seno, vita e fianchi
La taglia indicata sul sito del marchioLa tabella taglie di quel modello specifico
Il campione che provi per primaIl cartamodello tagliato sulle tue misure

Quando il rapporto tra vita e fianchi è diverso da quello del campione

Capita spesso, in prova, che il rapporto tra la circonferenza della vita e quella dei fianchi di una sposa sia più marcato di quello del campione che sta indossando: è una situazione comune, non un'eccezione, e la sartoria ha due strumenti distinti per gestirla, che è utile non confondere.

Il primo riguarda la struttura interna del corpetto, cioè la parte superiore dell'abito che avvolge busto e schiena: stecche o coppe di sostegno interne servono a reggere il seno e a definire la linea della vita, non a correggere una differenza fra vita e fianchi. Il secondo riguarda invece proprio quella differenza, e si lavora sulle cuciture: aprendo o restringendo le cuciture laterali del corpetto e della gonna, a volte aggiungendo un pannello di tessuto nascosto nella cucitura, la sarta fa combaciare la circonferenza della vita con quella dei fianchi secondo le tue proporzioni reali, non secondo quelle del campione. Sono due interventi diversi, che spesso lavorano insieme sullo stesso abito.

Cosa dire in atelier, in pratica

Comunicare bene la propria taglia o le proprie misure prima della prima prova aiuta l'atelier a proporti da subito i modelli più vicini alla tua misura reale, invece di partire da zero davanti allo specchio. Ne parliamo anche nella guida su come prepararsi alla prova dell'abito. In pratica, conviene:

  1. Dire la taglia che porti di solito, anche sapendo che non corrisponderà a quella dell'abito da sposa: è comunque un punto di partenza utile per chi ti riceve.
  2. Portare, se le hai già, le tue misure prese di recente, oppure essere disponibile a farle prendere in atelier prima di scegliere il modello.
  3. Segnalare se la tua taglia abituale è molto lontana da quella del campione esposto: aiuta a capire da subito su quali modelli conviene concentrare la prova, e a organizzare i tempi, di cui parliamo nella guida su taglia fuori standard e tempi di consegna.
  4. Indicare con precisione dove un punto stringe o tira durante la prova: è un'informazione che la sarta può usare, mentre un generico "non mi convince" da solo non basta.

Non esistono linee vietate in partenza per nessuna corporatura: lo scriviamo anche nella guida sulla prova dell'abito da sposa taglie forti, ed è lo stesso principio che vale qui, per qualunque taglia tu porti di solito. La taglia che leggi su un'etichetta, qualunque sia, racconta un sistema di numerazione: non racconta come starà l'abito su di te.

Domande frequenti

Se sono tra due taglie campione, quale provo?

Conviene provarle entrambe, quando possibile: una più vicina alla tua circonferenza di vita e fianchi, l'altra alla circonferenza del seno. Vedere come cade il tessuto in entrambi i casi, con i fermagli a chiudere il tessuto in eccesso, dà alla sarta più informazioni di una sola prova.

La taglia dell'abito da sposa cambia da un marchio all'altro?

Sì, anche sensibilmente: ogni maison costruisce la propria tabella taglie, e due marchi diversi possono numerare in modo diverso corpi con le stesse identiche misure. Per questo la taglia scritta sul sito di un marchio non si traduce automaticamente in quella di un altro.

Devo rifare le misure se ho preso o perso qualche chilo prima del ritiro?

Sì, è normale e va segnalato appena te ne accorgi, non aspettando l'ultima prova. La sartoria lavora sulle prove di aggiustamento proprio per questo: adattare l'abito, già tagliato sulle tue misure, ai piccoli cambiamenti che arrivano fino a ridosso del matrimonio.

Le tre misure bastano per ordinare l'abito, o serve altro?

Seno, vita e fianchi sono il punto di partenza, ma non bastano da sole: contano anche l'altezza, la lunghezza del busto e, per alcuni modelli, la circonferenza del braccio o della spalla. La sarta le prende tutte insieme nella stessa seduta di misure.

Vieni a provare

Il modo più affidabile per sapere come un abito da sposa cadrà su di te resta provarlo in atelier, con le misure prese di persona: nessuna tabella online sostituisce quel momento. Trovi la nostra collezione di abiti da sposa e, per chi ti accompagna, anche gli abiti da cerimonia e le scarpe da sposa da provare insieme.

Siamo in via Monginevro 195/f a Torino, e riceviamo su appuntamento: scrivi a sposenika@sposenika.it o chiama lo 011 7708477 per fissare una prova.

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