Quanto pesa un abito da sposa: cosa lo determina davvero

Non un numero in chilogrammi, ma cosa decide davvero se un abito sarà faticoso da portare: tessuto, come si costruisce il volume, corpetto, e come si prova il peso prima di scegliere.

Quanto pesa un abito da sposa: cosa lo determina davvero

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La domanda arriva quasi sempre nello stesso momento: l'abito è chiuso, la sposa si guarda allo specchio e prima ancora di parlare di scollo o di orlo chiede, con una punta di preoccupazione, quanto pesa quella gonna. È una domanda legittima, perché un abito da sposa non si porta per un'ora di sfilata: si porta per una giornata intera, in piedi, seduta, in macchina, sulla pista da ballo.

Qui non troverai una cifra in chilogrammi. Non perché il peso non conti (conta moltissimo), ma perché qualunque numero unico, buttato lì come se valesse per ogni abito, sarebbe semplicemente inventato: dipende da troppe variabili insieme, e ognuna pesa (in senso letterale) in modo diverso da sposa a sposa. Quello che possiamo dirti con certezza è cosa guarda un'atelier quando valuta se un abito sarà faticoso da portare, e come si prova quella fatica prima di firmare l'ordine, non il giorno del matrimonio.

Cosa decide davvero il peso

Il primo istinto è pensare alla silhouette: una gonna ampia, si immagina, pesa sempre più di una linea dritta. È un'idea ragionevole ma incompleta, perché il volume di una gonna si può ottenere in due modi molto diversi, e pesano in modo diverso.

Il primo modo è sommare strati di tessuto morbido, tulle su tulle, fino a ottenere l'ampiezza voluta: più strati aggiungi, più peso sommi, ma un tulle leggero rimane leggero anche in tanti strati. Il secondo modo è usare una struttura rigida sotto la gonna, come una sottogonna con i cerchi: tiene la stessa ampiezza con molto meno tessuto morbido addosso, e spesso il risultato finale è più leggero di una gonna fatta solo di strati. Non è la forma a decidere il peso, è come quella forma viene costruita.

Anche il tipo di tessuto conta più della quantità: un mikado o un raso pesante, anche a strato singolo, può pesare più di una gonna a più veli di tulle leggero. Su questo abbiamo scritto una guida più ampia su silhouette e tessuti, utile prima ancora di arrivare alla domanda sul peso.

Le decorazioni, e dove si sente il peso

Pizzo rebrodé, perline, cristalli, ricami applicati a mano: sono la parte che aggiunge peso in modo più percepibile, perché nella maggior parte dei modelli è concentrata in punti precisi, il corpetto, il bordo dell'orlo, lo schienale, invece di distribuirsi su tutto l'abito. Un corpetto molto ricamato su un tessuto leggero può quindi risultare più pesante, nella parte alta, di quanto ci si aspetterebbe guardando l'abito nell'insieme.

Fa eccezione l'abito interamente ricoperto di ricami o cristalli su tutta la superficie: lì il peso aggiuntivo si distribuisce in modo più uniforme, e la sensazione cambia rispetto a un abito con le stesse decorazioni concentrate solo in vita o sullo scollo.

Il corpetto conta quanto la gonna

Il corpetto è il punto da cui parte, letteralmente, il peso di tutto il resto dell'abito, ed è anche il punto su cui la sartoria può intervenire di più. Un corpetto con le stecche, costruito bene e cucito fino alla vita, porta parte del peso della gonna sui fianchi invece di scaricarlo tutto sulle spalle o sul torace: è lo stesso principio per cui una chiusura ben fatta sullo schienale non serve solo a tenere l'abito addosso, ma a distribuire la tensione del tessuto in modo uniforme.

Questo però vale solo se il corpetto calza bene. Una struttura con le stecche tagliata stretta, anche di un solo centimetro, può scavare nei fianchi o limitare il respiro dopo ore, e in quel caso il problema non è più il peso della gonna ma la vestibilità del corpetto. Per questo motivo la prima prova, quella in cui si lavora sulla struttura, è il momento in cui vale la pena dire con chiarezza se senti un punto che preme, anche se sembra un dettaglio minimo.

Come si prova davvero il peso in atelier

Il punto più importante di questo articolo è probabilmente il più semplice: il peso di un abito non si valuta stando ferme davanti allo specchio per due minuti. In piedi, immobile, quasi ogni abito sembra portabile. Il peso vero si sente dopo che hai camminato per la stanza, ti sei seduta, ti sei rialzata, hai alzato le braccia per sistemarti i capelli.

Per questo, quando provi un abito che ti convince, chiedi tempo per fare esattamente questo: cammina, siediti su una sedia vera (non solo appoggiata al bordo), rialzati, prova ad alzare le braccia come faresti per un brindisi o per un abbraccio. Dieci minuti di movimento dicono più di un'ora davanti allo specchio immobile. Ne parliamo anche nella guida su come prepararti alla prova dell'abito, che vale la pena leggere prima del primo appuntamento.

Se il tuo abito ha uno strascico lungo, prova anche a camminare con quello aperto e disteso, non raccolto: è un'altra condizione di peso e di equilibrio rispetto alla gonna sola.

Lo strascico, il bustle, e un equivoco comune

Molte spose pensano che raccogliere lo strascico con un bustle (il sistema di occhielli e passanti che solleva il tessuto da terra per il ricevimento) alleggerisca l'abito. Non è così, e vale la pena saperlo prima di contarci: il tessuto c'è sempre, il bustle non lo fa sparire.

Quello che cambia davvero è lo sforzo di camminata: uno strascico che striscia a terra oppone resistenza a ogni passo, e parte del suo peso, mentre è a terra, viene sostenuto dal pavimento stesso. Una volta raccolto con il bustle, quel peso è interamente a carico della vita e dei fianchi, nel punto in cui è agganciato. Il vantaggio reale è che si cammina senza tirare né inciampare, non che l'abito diventi più leggero. Su come si gestisce lo strascico durante l'intera giornata, dal corteo al ballo, abbiamo scritto una guida a parte su come si gestisce lo strascico.

Se sai già che ti preoccupa

Dillo in atelier fin dalla prima prova, non alla fine quando l'abito è già ordinato. Un'atelier che sa che il peso è una tua priorità può orientarti su un tessuto più leggero a parità di linea, su una sottogonna con cerchi invece che a strati, o su un corpetto costruito per scaricare meglio il peso sui fianchi.

Ricorda anche di provare l'abito con le scarpe che indosserai davvero: cambiano l'equilibrio con cui porti il peso della gonna, soprattutto se lo strascico è lungo. E se sai già che la sera vuoi ballare senza pensarci, valuta con l'atelier un secondo abito più leggero per il ricevimento: ne parliamo nella guida sul cambio abito per la festa.

Vieni a provarlo

Il modo più onesto per sapere come ti sentirai in un abito, per tutta la giornata, resta indossarlo e muoverti davvero. In atelier trovi le nostre collezioni di abiti da sposa, e ogni prova si fa con tutto il tempo necessario per camminare, sederti, alzarti, senza fretta.

Siamo in via Monginevro 195/f a Torino. Le prove sono solo su appuntamento: puoi chiamare lo 011 7708477 o scrivere a sposenika@sposenika.it.

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