Chi organizza un matrimonio pensa quasi sempre alla pioggia come imprevisto atmosferico, e molto meno al vento. Eppure oggi una parte crescente delle cerimonie si celebra in luoghi che il vento lo prendono per definizione: una collina, una terrazza, un giardino aperto, una riva di lago o di mare. Non è una questione di stagione, come per il freddo o il caldo: è una questione di dove ci si sposa, e può capitare anche in una giornata di sole pieno. Ecco cosa succede davvero al velo e alla gonna dell'abito, e cosa ha senso valutare prima, non quella mattina.
Il velo è la parte più esposta
Tra tutti gli elementi dell'abito, il velo è quello che il vento sposta con più facilità: è leggero, ha una superficie ampia rispetto al suo peso, e sta appoggiato sui capelli con un fissaggio che deve tenere ma non può essere invasivo. Ne parliamo più nel dettaglio nella guida su come scegliere il velo da sposa, dove spieghiamo perché un velo all'aperto chiede un fissaggio più deciso di uno usato solo in chiesa.
Quello che vale la pena aggiungere, se sai già che il tuo matrimonio si svolge in un luogo aperto e ventilato, è che la lunghezza e il numero di strati del velo non sono solo una questione estetica in quel caso. Un velo lungo, leggero, a strato singolo di tulle impalpabile prende più vento di uno corto o più corposo, semplicemente perché offre più superficie e meno peso da tenere fermo. Non significa rinunciare a un velo lungo se è quello che hai in mente: significa parlarne in atelier durante le prove, così chi ti segue puo' suggerire un fissaggio adeguato al posto, o un'alternativa che tenga comunque, per esempio una veletta più corta per il momento più esposto e un velo lungo indossato solo per l'ingresso, se la location lo consente.
Una persona di fiducia incaricata di sistemarlo, che sia una testimone o tua madre, resta comunque la soluzione più semplice: da sola, con le mani impegnate nel bouquet, non riesci a controllarlo se una raffica lo sposta durante le foto all'aperto.
La gonna: conta la superficie, non solo il peso
Con il vento, quello che si muove di più non è necessariamente il tessuto più leggero in assoluto, ma quello che espone più superficie all'aria rispetto al proprio peso. Una linea aderente, come un abito a sirena o a colonna, offre al vento pochissima superficie perché segue il corpo: si muove meno, quasi sempre, di una gonna molto ampia. Ne parliamo anche a proposito della scelta della linea nella guida su silhouette e tessuti.
Una gonna ampia, invece, offre più superficie per definizione, e qui la differenza la fa il tessuto: un tulle o uno chiffon leggero e vaporoso si solleva e ondeggia con facilità, mentre un raso pesante o un mikado, a parità di ampiezza, si muove molto meno perché ha più peso da spostare. C'è però un caso a parte, ed è quello delle gonne sorrette da una sottogonna rigida o a cerchi: in quel caso il tessuto in sé non sventola come farebbe uno morbido, perché la struttura lo tiene in forma, ma con raffiche davvero forti è la gonna intera, sostenuta dalla struttura, a poter oscillare o spostarsi in blocco, un po' come farebbe un ombrello aperto controvento. È una cosa diversa dal tessuto che sventola, ma vale la pena saperlo se il tuo matrimonio è su una collina o in riva al mare, dove le raffiche possono essere più forti che in un giardino riparato.
Il peso cucito nell'orlo: una tecnica reale, non per tutti i tessuti
Esiste un intervento sartoriale reale, mutuato dalla sartoria di giacche e cappotti e dalla tendaggistica, che consiste nel cucire nell'orlo un piccolo peso, di solito una sottile catenella metallica, per migliorare la caduta del tessuto e ridurne il sollevamento. Non è un'invenzione da internet: è la stessa logica delle tende pesanti che restano ferme anche con la finestra aperta.
Su un abito da sposa, però, non è un intervento da applicare allo stesso modo su qualunque tessuto. Su un raso compatto o su un mikado ha senso, e si può cucire con discrezione nella fodera interna. Su un pizzo lavorato o su un tulle a strato singolo è un'altra storia: un peso concentrato su un tessuto così delicato rischia di strapparlo o di lasciare un segno visibile dall'esterno, oltre a cambiare il modo in cui il tessuto cade nei punti in cui non c'è. Per questo è una valutazione da fare con la sarta, guardando il capo specifico, non una soluzione universale: se sai già che ti sposerai in un luogo ventoso, è una delle domande utili da portare in atelier durante le prove sartoriali, insieme alla lunghezza dello strascico, di cui parliamo nella guida su come si gestisce lo strascico.
Cosa fare comunque, il giorno stesso
Alcuni accorgimenti non richiedono nessun intervento di sartoria, e valgono per qualunque abito.
Tieni la gonna con le mani nei passaggi più esposti, lo stesso gesto che serve su ghiaia o scalinate: dall'auto all'ingresso, o nel tratto scoperto tra un ambiente e l'altro. Se il matrimonio prevede anche pioggia, oltre al vento, un ombrello aperto può diventare più un ostacolo che un aiuto proprio con le raffiche: ne parliamo nella guida su pioggia il giorno del matrimonio, che vale la pena leggere insieme a questa se la location espone a entrambi i rischi.
Incarica in anticipo una persona specifica, non genericamente "qualcuno": una testimone o un'amica a cui hai già chiesto di tenere d'occhio velo e strascico durante l'ingresso e le foto all'aperto risponde più in fretta di chi se ne accorge solo mentre succede.
Non improvvisare soluzioni dell'ultimo momento sul tessuto, come fermagli o nastro adesivo attaccati direttamente sul pizzo per tenerlo fermo: quello che sembra un rimedio innocuo può lasciare un segno o un punto di trazione che poi si vede nelle fotografie e resta sul tessuto anche dopo. Se pensi di averne bisogno, è meglio deciderlo prima, in atelier, non con quello che si trova in borsa quella mattina.
Se stai ancora scegliendo l'abito
Se sai già che il tuo matrimonio si svolge in un luogo aperto e potenzialmente ventoso, non è un motivo per escludere una linea o un velo che ti piacciono: è un'informazione in più da portare fin dalla prima prova, insieme al tipo di terreno e alla stagione. Puoi vedere dal vivo come si comportano i diversi tessuti nella nostra collezione, e ragionare insieme a noi su quale combinazione di silhouette, velo e lunghezza dello strascico si adatta meglio al posto in cui ti sposerai.
Siamo in via Monginevro 195/f a Torino. Le prove sono solo su appuntamento: puoi scrivere a sposenika@sposenika.it o chiamare lo 011 7708477.
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