Nessuna sposa programma la pioggia, ma qualcuna se la ritrova. Nella maggior parte dei casi il problema non è la cerimonia in sé: chiese, comuni e location hanno quasi sempre una soluzione al coperto. Il problema è l'abito, che deve attraversare gli stessi pochi metri scoperti di tutti gli altri giorni: dall'auto all'ingresso, dall'ingresso al sagrato, dal parcheggio al giardino del ricevimento. Ecco cosa ha senso fare, e cosa no, per quella parte lì.
Non è un'emergenza, è un imprevisto gestibile
La prima cosa da mettere in chiaro è che un abito che prende un po' di pioggia non è un abito rovinato. È un tessuto che si bagna, come si bagnerebbe qualunque altro capo lasciato scoperto per pochi minuti. Il modo in cui reagisci nei minuti subito dopo conta più di quanto sia successo.
Quello che invece può creare un danno reale è la reazione sbagliata: strofinare con forza, asciugare con un phon puntato da vicino, stirare sopra una zona ancora umida per "sistemarla" prima delle foto. Su questo torniamo tra poco, perché è il punto che vale la pena ricordare più di ogni altro.
Dall'auto all'ingresso: cosa fa davvero un ombrello
Un ombrello ampio protegge bene gli spostamenti brevi: dalla portiera dell'auto alla soglia della chiesa, dal marciapiede all'ingresso del ristorante. Per quei pochi passi basta, soprattutto se chi lo tiene lo alza abbastanza da coprire anche le spalle, non solo la testa.
Quello che un ombrello non fa è proteggere uno strascico lungo con vento forte o pioggia battente: la parte che striscia a terra resta comunque esposta al bagnato del marciapiede, indipendentemente da quanto sia largo l'ombrello sopra di te. Con raffiche di vento, poi, un ombrello aperto può diventare un ostacolo in più da gestire insieme alla gonna, invece che un aiuto. In quel caso ha più senso chiedere a chi ti accompagna di sollevare lo strascico con le mani per il tratto scoperto, lo stesso gesto che serve su ghiaia o scalinate, di cui parliamo nella guida su come si gestisce lo strascico: l'aggancio o il laccetto interno, quando l'abito lo prevede, funziona allo stesso modo qui.
Vale anche per la salita e la discesa dall'auto: fatti aprire la portiera e aiutare a scendere, così hai le mani libere per tenere la gonna sollevata invece di doverti preoccupare anche dell'equilibrio. Ne parliamo più nel dettaglio nella guida su come arriva l'abito il giorno del matrimonio, pensata per il trasporto in generale ma valida allo stesso modo con l'asfalto bagnato.
Le scarpe, in questo caso, contano doppio
Il terreno bagnato è scivoloso prima ancora di essere sporco. Un tacco sottile su pavé bagnato o su una pedana di legno inumidita affonda o scivola più facilmente che con l'asciutto. Se sai già che il tuo matrimonio ha un tratto scoperto tra due punti, vale la pena dirlo in atelier durante le prove: nella guida sulle scarpe da sposa parliamo di come il terreno debba guidare la scelta del tacco più di quanto si pensi, e la pioggia è semplicemente una variabile in più da mettere in conto insieme a ghiaia e pavimentazioni irregolari.
Se l'abito si bagna comunque
Succede, ed è meglio saperlo prima di come reagire.
Tampona, non strofinare. Se una zona dell'abito prende acqua, il primo gesto utile è tamponarla con un panno pulito e asciutto, senza sfregare. Strofinare spinge l'acqua più a fondo nel tessuto invece di assorbirla, e su un pizzo applicato a mano rischia di tirare i punti. Anche tamponando è possibile che resti un leggero segno quando il tessuto si asciuga: non è un errore che hai fatto tu, è una cosa che può capitare con l'acqua su qualsiasi tessuto chiaro, e va lasciata valutare a chi si occupa poi della pulizia dell'abito.
Il fango si tratta diverso dall'acqua pulita. Se l'orlo prende fango, non cercare di pulirlo subito mentre è ancora bagnato: rischi di spargerlo su una superficie più ampia e di spingerlo nella trama del tessuto. Meglio lasciarlo asciugare del tutto e poi spazzolarlo via con delicatezza, magari con l'aiuto di chi ti accompagna mentre tu pensi ad altro. È un'informazione che vale la pena passare a chi ti aiuta quel giorno, perché l'istinto quasi sempre porta a fare l'opposto.
Niente calore diretto. Questo è il punto su cui conviene essere più chiari: non asciugare una zona bagnata con un phon puntato da vicino, e non passarci sopra un ferro da stiro per "sistemarla" prima delle foto. Il calore diretto su tessuti come raso, mikado o su ricami e perline fissa il segno in modo molto più permanente di quanto farebbe l'acqua lasciata asciugare da sola all'aria. Ne parliamo anche a proposito del trasporto dell'abito, nella guida su come arriva l'abito senza pieghe: vale lo stesso principio, e con l'umidità il rischio è persino più alto.
Se serve asciugare qualcosa in fretta prima della cerimonia, meglio tamponare di nuovo con un panno asciutto e lasciare che l'aria faccia il resto, anche a costo di qualche minuto di attesa in più.
Dopo il matrimonio, parlane con chi lava l'abito
Se l'abito ha preso pioggia o fango durante la giornata, è un'informazione utile da dare a chi se ne occupa dopo, insieme a eventuali macchie di vino o trucco. In atelier, quando organizziamo la pulizia dopo il matrimonio, la affidiamo a un laboratorio esterno di fiducia che riconosce i tessuti (raso, mikado, pizzo, tulle) e li tratta ciascuno a modo suo: ne parliamo nella guida su come conservare l'abito dopo il matrimonio. Non serve che tu sappia distinguere un alone di pioggia da uno di fango: basta segnalare che c'è stato, e da dove viene, così chi lavora sull'abito sa da dove partire. L'unica cosa che conviene evitare è lasciarlo chiuso, umido, in una busta per giorni prima di occuparsene: l'umidità trattenuta a lungo è un problema più serio dell'alone in sé.
Un'ultima cosa, se stai ancora scegliendo
Se il tuo matrimonio cade in una stagione in cui la pioggia è un'ipotesi concreta, non è un motivo per scartare un tessuto o una linea che ti piace: significa solo parlarne in atelier, insieme alle scarpe e al percorso reale della giornata, così chi ti segue nelle prove sa già cosa mettere in conto. Puoi vedere dal vivo come cadono i diversi tessuti nella nostra collezione, o guardare la selezione di scarpe da sposa pensando anche a un terreno che potrebbe non essere perfettamente asciutto.
Siamo in via Monginevro 195/f a Torino. Le prove sono solo su appuntamento: puoi chiamare lo 011 7708477 o scrivere a sposenika@sposenika.it.
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